venerdì 19 dicembre 2008

D come dignità


(Elio e le storie tese. Foto da internet)


E' difficile scrivere un post -l'ultimo del 2008- poco prima delle vacanze di Natale. Impera il buonismo, la corsa al regalo, il consumismo, il volemose bene per forza...
Avevamo pensato a questo titolo: S come solidarietà. Avremmo potuto raccontarvi delle tante iniziative volte, specialmente in questo periodo, a salvaguardare i diritti dei più deboli. Ne parleremo un'altra volta. Oggi vorremmo presentarvi una notizia sorprendente che riguarda una band milanese e gli atti in onore di Sant'Ambrogio, patrono di Milano, organizzati dal Comune del capoluogo lombardo.
Elio e le storie tese -questo è il nome del gruppo musicale (vedi 1/2)- non hanno accettato l’attestato di benemerenza che la Giunta comunale gli ha assegnato e che gli sarebbe stato consegnato durante la tradizionale cerimonia del 7 dicembre, ricorrenza di Sant’Ambrogio.
La band ha scritto una lettera al Comune nella quale spiega che la sua decisione è motivata da un motivo semplicissimo: il disaccordo del gruppo con la scelta di non assegnare l'Ambrogino d’oro alla memoria di Enzo Biagi (vedi>>) -un giornalista che ha dato lustro, dalle pagine de Il Corriere della sera, a Milano- e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, l'autore di Gomorra.
Nella lettera si può leggere:
" Abbiamo ricevuto il Vostro invito alla cerimonia per la consegna dell’attestato di Benemerenza civica in data 7 dicembre 2008. Desideriamo in primo luogo ringraziare chi ha proposto il nostro nome. Vi comunichiamo altresì che non intendiamo accettare la Benemerenza, poichè siamo in disaccordo con la vostra decisione di non assegnare l’Ambrogino d’Oro a Enzo Biagi e la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, come riportato dai principali organi di stampa [...] Come abbiamo fatto in questi vent’anni, continueremo a rappresentare al meglio Milano, la città in cui siamo nati, viviamo e lavoriamo; che amiamo profondamente e che, proprio per questo, vorremmo vedere meglio trattata e rappresentata dalla sua amministrazione comunale".


(L'Ambrogino d'oro. Foto da internet)

La decisione di Elio e le storie tese ha irritato profondamente i partiti che sostengono la Giunta comunale: la Lega Nord e il Popolo della libertà.
Noi pensiamo che, nel mondo in cui viviamo, rinunciare alla luce dei riflettori, alla ribalta e alla notorietà e protestare, in maniera civilissima, per una decisione incomprensibile sia un gesto di dignità e di coerenza. E allora ci siamo detti che avremmo potuto cambiare il titolo di questo post: da S come solidarietà a D come dignità. O forse andavano bene tutte e due: giacché solidarietà e dignità hanno dimostrato Elio e le storie tese.

P.s. il nostro blog chiude per le vacanze di Natale. Torneremo online mercoledì 7 gennaio. Pubblicheremo, al più presto, le fotografie della festa di Natale che si è tenuta ieri presso la scuola Santa Anna di Quartell.

Auguri!

giovedì 18 dicembre 2008

Dolce... Natale?

(foto da internet)

Se vi domandassimo quali sono i dolci che non mancano mai sulle tavole italiane nel periodo natalizio, cosa rispondereste? Beh, ovviamente il panettone! Sicuramente qualcuno si ricorderebbe anche del pandoro. Questo è verissimo! Eppure questi due dolci sono di Milano e di Verona rispettivamente. Tutte le altre regioni italiane hanno dei dolci che si preparano nel periodo natalizio, meno conosciuti, ma non per questo meno prelibati! Inizieremo dal Nord, concretamente dalla Valle d’Aosta, dove fà più freddo, qui troviamo il Mecoulin, nel Friuli abbiamo la Gubana, mentre nel Trentino troviamo lo Zelten. Scendendo di latitudine ci imbattiamo in dolci di maggiore diffusione che superano il carattere regionale, come il Torrone di Cremona, il Pandoro di Verona e il Panettone di Milano. Della stessa zona, ma meno conosciuta è la Bisciola, dolce valtellinese. Non possiamo trascurare il Pan dolce genovese, il Crescentin piemontese, il Certosino di Bologna, il Panforte di Siena. Un po’ più giù, in Umbria e Le Marche si prepara la Frustinga, il dolce di Natale più antico d’Italia, mentre in Lazio è tipico di quest’epoca il Pangiallo. In Abruzzo, invece, il re indiscutibile dei dolci natalizi è il Parrozzo. Pasticciotto e Fruttone sono prelibatezze tipiche del Salento. Nelle isole invece i dessert che coronano il pranzo natalizio sono il Buccellato in Sicilia e i Guefus in Sardegna.
Che ne dite, perché non ne preparate qualcuno e ci scrivete com'è andata? Nel frattempo, vi auguriamo Buon Natale... e buon appetito!

mercoledì 17 dicembre 2008

Natale e la pubblicità

(foto da internet)
In questo periodo dell’anno oltre all’albero e il presepe, c'è la pubblicità ad accomunare tutte le case. A parte il senso di buonismo che, si sa, permea tutto in queste feste, un’altra cosa che tutte le pubblicità di questo periodo hanno sono le luccicanti e dorate stelline che svolazzano sugli alberi sopra la neve... e... da sfondo un albero decorato.
È la festa più tradizionale del mondo, e gli stereotipi, immancabili, ritornano puntuali: c’è il "babbo" vestito di rosso, il panettone, i bambini, i regali...

(foto da internet)
Prima c’era il Babbo Natale Bistefani («Ma chi sono io, Babbo Natale?»), adesso, però, le cose non sono poi tanto cambiate, visto che le pubblicità continuano a riproporre idee di tempi andati, legate soprattutto agli anni ’80.
Nemmeno la crisi è riuscita a stimolare i creativi. Infatti, proprio nel momento in cui il calo dei consumi dovrebbe indurre a tirare fuori idee innovative, che colpiscano il “cittadino consumatore” (parole del Premier) per intercettare i pochi e risicati budget disponibili per le spese natalizie, il mondo della pubblicità gioca al riciclaggio. Quando va bene si riciclano le vecchie idee declinandole in nuove interpretazioni. Sempre più spesso, però, si riciclano gli stessi spot degli anni precedenti, chiusi in un cassetto il 26 dicembre e rispolverati puntualmente alla fine del novembre successivo.
Vi proponiamo degli spot mitici degli anni ’80: la coca-cola, il pandoro Bauli. Confrontateli con gli spot del 2008 della coca-cola, di Bauli!!!
Sarà che il Natale è diventato un’occasione per il riciclo... e noi anno dopo anno ci ricordiamo della pubblicità per antonomasia delle feste natalizie... E, come per la ragazzina poi donna della coca- cola, anche per noi gli anni passano, ma...





Natale è Natale!!!

I chiodini


martedì 16 dicembre 2008

Banana diet (o banana republic?)


Non è il famoso negozio di moda statunitense, né la ballata cantata da Lucio Dalla e Francesco De Gregori (vedi>>).
E' una dieta a base di frutta che fa furore negli Stati Uniti. Arrivata direttamente dal Giappone, la dieta a base di banane ha suscitato l'interesse della CBS che le ha dedicato un servizio speciale e di alcuni giornali americani.
La dieta è semplicissima: due banane e un bicchiere d'acqua tiepida (va bene anche quella del rubinetto) ogni mattina prima di colazione. La trovata viene attribuita ad una farmacista di Osaka, la signora Sumiko Watanabe, forse stanca dei chili di troppo del marito. Le banane ingoiate al mattino sembrano aver giovato al signor Watanabe (il nostro avrebbe perso oltre 15 chili!). Quando si è sparsa la notizia della bontà della dieta, i connazionali della signora Watanabe hanno fatto sparire, in pochi giorni, le banane dagli scaffali dei supermercati con la speranza di eliminare per sempre i fastidiosi cuscinetti adiposi (come si dirà in giapponese: le maniglie dell'amore?).


(foto da internet)

Giurano gli entusiasti seguitori della Banana Diet che questa è la volta buona: la dieta non produce stress, è economica ed è facile da seguire. Due sole sono le regole ferree: cenare prima delle 20 e andare a letto prima di mezzanotte. Per il resto -fatta eccezione dei dolci- si può mangiare quel che si vuole!
Perché ve la proponiamo in questo periodo? Perché secondo gli esperti giapponesi l'amido delle banane, altamente resistente, potrebbe (usiamo il condizionale, è meglio) facilitare la metabolizzazione dei grassi. E allora abbiamo deciso di farvi un regalino di Natale: se le scorpacciate dei prossimi giorni vi faranno venire i sensi di colpa, niente paura! Provate con le banane!
P.s. Fateci sapere se funziona: andremo ad abitare... alle Canarie!

lunedì 15 dicembre 2008

Il bianco Natale di Irene

In occasione delle festività di fine anno, un'insolita Irene Grandi lancia il cd "Canzoni per Natale", dodici brani che hanno un unico filo conduttore: il Natale. Riprendendo una tradizione diffusissima negli Stati Uniti per la prima volta una rockstar italiana si cimenta con una rilettura di brani natalizi. Accanto ai classici come la raffinata versione di Bianco Natale (leggi>>),



"Silent night", "O happy days", l’artista toscana interpreta anche canzoni italiane come Buon Natale a tutto il mondo (leggi>>) di Domenico Modugno,



Canzone per Natale (leggi >>) di Morgan,



O è Natale tutti i giorni (leggi>>), cover di More than words degli Extreme con testo di Jovanotti e Carboni



e È Natale (leggi>>) di Mina.


Nel disco c'è spazio anche per altre versioni come Happy Christmas di John Lennon, Wonderful Christmas Time di Paul Mc Cartney o Wishing on a star di Rose Royce.

Che ne dite, vi piace come colonna sonora del vostro Natale?

venerdì 12 dicembre 2008

In attesa del Natale...

(foto da internet)

Il Natale è vicino: innanzitutto il vischio sull'uscio della porta e poi ... dentro, in casa, siamo all’appuntamento con l’albero e/o il presepe, che rappresentano, anno dopo anno, un vecchio gioco che consiste nel piacere di realizzarlo/i. Classici o innovativi, gli addobbi natalizi, stupiscono sempre e si tramandano di generazione in generazione per far rivevere per un po' l’infanzia a tutti.


(foto da internet)


A Roma, dal 23 novembre al 7 gennaio, c’è la mostra 100 Presepi, presso le Sale del Bramante, giunta alla 33 edizione. Ci saranno circa 200 presepi, provenienti dal panorama internazionale. Forme, materiali e ambientazioni di ogni epoca, e con personaggi rappresentanti il folklore e le tradizioni natalizie di vari paesi del mondo: dal presepe cinese a quello messicano passando per la tradizione di casa nostra con classici del ‘600 e ‘700 napoletano e siciliano e del’800 romano. Materiali preziosi o di recupero utilizzati per organizzare il classico quadro della natività.

(foto da internet)


Ma..., a proposito di tradizioni, che Natale sarebbe senza dolciumi? Eh sì, questo è anche il periodo delle prelibatezze gastronomiche ... Ci troviamo, volenti o nolenti, a degustare prodotti tipici delle feste. Finalmente in casa è permesso tanto, ma tanto cioccolato, da offrire ai nostri ospiti o semplicemente da assaporare dopo pranzo o dopo i luculliani cenoni.

Suggerimenti: il cioccolato è l’alleato prezioso ed insostituibile per gli eventi speciali, l'arma migliore per tentare, per prendere alla gola, dolce vizio, da accompagnare magari ad un vino importante.
In questo clima di pace, unica, ma deliziosa indecisione: i cioccolatini, ripieni alla nocciola o di cioccolato fondente?


(foto da internet)

E, se siete a corto di idee, prendete spunti per un piccolo pensiero gustoso, ovviamente al cioccolato da un’azienda italiana che ha ricevuto l’Oscar 2008 dall’ accademia del cioccolato di Londra!!!

giovedì 11 dicembre 2008

Gassman legge...


(foto da internet)

L'altro giorno, quasi per caso, mi sono imbattuto in vecchi divertissment di Vittorio Gassman. Non so se il mese di dicembre predispone al ricordo. A me fanno quest'effetto settembre e il periodo natalizio.
Che dire di Gassman? Ci manca e basta.
Un post dedicato al mattatore non sarebbe sufficiente a colmarne l'assenza. Ma la memoria a volte ha dei cassetti strani, degli scompartimenti inaccessibili, vani dimenticati sino al giorno in cui la luce si accende all'improvviso, la scintilla mette in moto il percorso chiarissimo del posto in cui abbiamo lasciato qualcosa o qualcuno. E' quel che è successo a me.


(foto da internet)

All'improvviso, ecco di nuovo Vittorio Gassman uscire dal dimenticatoio, prender forma di attore, ma non più sul palcoscenico, né sul set di un film: ecco il Gassman forse meno conosciuto, l'uomo che dimessa la maschera del gradasso, dell'altezzoso, di colui che è sempre sicuro di sé, si mostra nel suo essere. E' il Gassman divertente ed allegro- intriso di umorismo non banale, di dolcezza,- che è venuto a farmi visita...
E la visita consisteva nei suoi divertissment: alcune chicche registrate per la Rai, in cui Gassman legge dei testi apparentemente insignificanti: un menú, le analisi cliniche, gli ingredienti dei frollini, l'etichetta di un capo d'abbigliamento e il cartello dell'oculista.
Godeteveli!

mercoledì 10 dicembre 2008

Di che faccia sei?


Siate sinceri, quando entrate in una chat date una definizione fedele di voi stessi? Oppure vi reinventate un po’ più alti, un po’ più belli, un po’ più...? Chi di voi, quando mette una sua foto nei forum, nei programmi di istant-messaging e nei giochi di ruolo, sceglie l’istantanea più brutta? Non sarebbe più divertente, anziché dover scegliere la più carina fra le fotografie disponibili, creare una un’immagine nuova di zecca, esattamente quella che vorremmo mostrare di noi nel cyberspazio?
La creazione di questo alter-ego virtuale è un fenomeno nuovo che si è diffuso velocemente. E come tutte le nuove realtà, è stato necessario cercargli un nome adatto. In questo caso, si è preso in prestito un nome già esistente in un’altra lingua, il sanscrito, che designa l’assunzione di un corpo fisico da parte della divinità. Per traslazione metaforica, nel gergo di internet si intende che una persona reale che scelga di mostrarsi agli altri, lo faccia attraverso una propria rappresentazione, un'incarnazione: un avatar.
Vi piacerebbe disegnare il vostro avatar? Adesso avete la possibilità di crearne uno in stile Manga. Volete vedere il mio? Anzi, i miei?

Questo l'ho creato io...

quest'altro no!


Ma potreste vedermi in tantissime altre versioni, tante quante potrebbero disegnare le persone che mi conoscono. E anche voi potreste avere migliaia di alter-ego diversi se visitate e usate il generatore Face your Manga.


Potete scegliere il colore della carnagione, degli occhi, dei capelli... potete anche truccare il vostro alter-ego virtuale. Bastano alcuni click e il gioco, anzi il disegno, è fatto! Potete creare l'immagine che preferite e condividerla con chi volete. Potrete anche usarla sui più comuni programmi di Instant Messaging come Live Messenger Skype, e tanti altri. Divertitevi a scoprire le infinite combinazioni possibili per realizzare il vostro biglietto da visita virtuale.

martedì 9 dicembre 2008

Ma quale Italia?

(foto da internet)

«Abbiamo fatto l’italia adesso dobbiamo fare gli italiani», disse Massimo D’azeglio nel 1861, subito dopo l’Unità d’Italia. Sicuramente, non avrebbe mai creduto che nel terzo millennio ancora ci si domandasse con certa ferquenza: «L’Italia è un paese unito che condivide dei valori?».
Questa volta la risposta viene da un libro dello storico inglese Cristopher Duggan La forza del destino. In 674 pagine lo storico dà una risposta, non positiva, visto che, a suo giudizio, ancora non sono sciolti i nodi che fanno “L’Italia” una nazione. E il paese continua ad apparire un’idea malcerta e contestata incapace di fornire il nucleo emotivo necessario per poter parlare di una nazione unita. E, insiste, non ancora emotivamente in grado di guardare al futuro con fiducia.
Il più grande sintoma della malattia è un passato ancora contestato in un dibattito fazioso, aggravato da una realtà policentrica.

(foto da internet)
Costruire il nucleo emotivo dell’Italia unita è ancora un problema serio, e ci ritornano in mente le parole di Tancredi quando ne Il gattopardo (Giuseppe Tomasi di Lampedusa) disse: «Cambiare tutto per non cambiare niente».
Curioso paese il nostro con un grande paradosso: uniti e disuniti, con intermittenza patriottica. Uniti nella festa e nel dolore, ma disuniti nella routine di tutti i giorni.
E che dire poi degli italiani famosi al mondo per la fantasia e la creatività, ma l’Italia, a parte la nazionale di calcio, così impopolare?
E forse il cinema, dal Neorealismo in poi, ha raccontato con grande verità l’italiano: un po’ don Camillo e un po’ don Peppone, disuniti per storia, per abitudini, ma, se necessario, capaci di grande umanità.




E voi, come ci vedete?

venerdì 5 dicembre 2008

Festa di Natale a Quartell



(foto da internet)
Cari chiodini della scuola Santa Anna di Quartell, ci siamo! Tra qualche giorno verremo a celebrare la tradizionale festa di Natale! Quest'anno ci saranno diverse sorprese: la tombola, le filastrocche e...
Prima della nostra visita, vorremmo proporvi delle attività che potete fare in classe con le vostre maestre:

Un' introduzione al Natale:Il Natale

Il calendario, ovvero una sorpresa al giorno:Il calendario dell'Avvento

Filastrocche da imparare:Filastrocche e gli auguri che cantano

Disegni da scaricare e da colorare: Disegni da colorare (I), Disegni da colorare (II)



(foto da internet)


Biglietti di auguri per i vostri genitori: Biglietti di auguri

Un albero di Natale un po' speciale: Un albero di Natale di carta

Giochi con il computer: Giochi online

Letterina (siete stati buoni?): La lettera a Babbo Natale


Buon divertimento
. Aspettateci!!!

P.s. Andremo fuori per il ponte. Torneremo online martedì 9 dicembre!!

giovedì 4 dicembre 2008

Il migliore liceo del mondo

(foto da internet)
La Val di Non, vicino a Trento è nota soprattutto per la bontà delle sue mele. Eppure è probabile che, d’ora in poi, sia conosciuta anche per qualcos’altro: in un paesino della zona c’è il migliore liceo del mondo!

(Agorà nell'atrio del liceo, foto da www.liceorussel.eu)

L’ha decretato il test P.I.S.A., una delle indagini più prestigiose al mondo per la valutazione delle competenze matematiche, scientifiche e linguistiche degli studenti di 15 anni di ben 57 paesi. Quest’anno gli studenti del liceo Bertrand Russel hanno ottenuto il primo posto in un’indagine a cui hanno partecipato ben 400 mila studenti: Il punteggio ottenuto dal liceo italiano è stato 571 punti, seguito dai 563 della Finlandia e dai 542 di Hong Kong.
Essendo Trento una provincia autonoma che investe molto in educazione, il liceo Russel dispone di fondi maggiori rispetto ad altri istituti, ma questo non basta per spiegare il suo successo. Sui muri di questa scuola non ci sono graffiti e sui banchi non ci sono disegni né scritte provocatorie, ai colloqui tutti gli insegnanti hanno la fila di genitori davanti all’aula. Che questo insolito interesse per l’apprendimento sia dovuto alla qualità delle mele della zona?
La dirigente di questo liceo, Franca Zappini, ha rilasciato un’intervista al programma Superquark dove spiega quali sono, secondo lei, le ragioni di questo primo posto.

Dopo aver ascoltato l'intervista, potreste dirci quale ritenetete che possa essere il segreto del successo di questo liceo?

mercoledì 3 dicembre 2008

Carramba! Che fortuna

(foto da internet)

Malgrado tutto, a volte, è un diversivo guardare la RAI. Ma non parliamo di Bruno Vespa, Berlusconi e compagnia cantante. Parliamo di varietà, all'italiana. In attesa di Raccontami (versione italiana di Cuéntame cómo pasó), ci si accorge che la RAI ha cambiato la programmazione..., perché stasera il calcio la farà da padrone e, ovviamente, una settimana senza Carramba! Che fortuna sarebbe troppo!!!


(foto da internet)

Forse sarrebbe eccessivo guardare l’onnipresente Raffaella la tutte le settimane. Ma, in mancanza di niente, ci si intrattiene. Dopo una scarsa mezz’oretta ... si deduce una certa fissazione per il calcio: prima il capitano della Juve, Alessandro Del Piero, balla il Tuca Tuca, poi il capitano della Roma, Francesco Totti, rende felice, con un suo abbraccio, una bambina non vedente. Nel frattempo una famiglia italo-venezuelana si riabbraccia dopo 35 anni e il viso, sofferente, della Carrà è lì che svela, con una lacrima, tutta il dolore vissuto. Per concludere ( la mezz’oretta di Rai International, non il programma, che è interminabile) la musica di El arrebato, che canta un brano di Peret e la Carrà che parla in spagnolo.

(foto da internet)

Da intermezzo tra una faccenda e un’altra i Ragazzi della Carrà, ovvero i 40 Bellissimi della Fortuna, che, a quanto si dice, sono entrati pian piano nel cuore degli italiani e potranno essere votati per la loro bellezza, simpatia, bravura, dai telespettatori. E i primi sei classificati saranno abbinati ad altrettanti biglietti della lotteria Italia per le estrazioni finali. Eh sì il programma è, infatti, abbinato alla lotteria Italia e andrà in onda fino al tradizionale appuntamento con l’estrazione dei premi milionari il 6 gennaio.
Le sorprese non finiscono certo qui. Tanti auguri!!!

martedì 2 dicembre 2008

Premio Piero Ciampi


(foto da internet)

Si è tenuta in questi giorni a Livorno la XIV edizione del Premio Piero Ciampi, una manifestazione che ospita vecchi e nuovi cantautori del panorama musicale italiano. Tra i premiati, per il loro legame artistico con Piero Ciampi, Nada e Vinicio Capossela (vedi>>). Il premio internazionale è andato al bassista scozzese Jack Bruce.
Il premio organizzato dall'Associazione Premio Ciampi in collaborazione con il Comune e la Provincia di Livorno e la Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, pone particolare attenzione agli eredi spirituali di Piero Ciampi, un singolarissimo artista morto prematuramente nel 1980.
Piero Ciampi è riconosciuto dalla critica musicale italiana come uno dei padri della canzone d'autore. Il suo mondo poetico è popolato da vinti, deboli, emarginati: Ciampi fu un poeta maledetto che cantava le oscurità dell'amore, della morte e dell'impossibilità di vivere. Ciampi visse tra l'alcol (ascolta la versione de La Crus), le elemosine e la miseria. La sua vita senza compromessi artistici, fuori da ogni canone, ha prodotto interessanti canzoni intrise da un pensiero esistenzialista antiborghese. La sua voce roca e sporca si formò a Parigi, dove cantò in numerosi locali. Iniziò ad incidere le sue canzoni agli inizi degli anni '60, alternando la musica con lunghi periodi di vagabondaggio in Spagna, Inghilterra ed Irlanda.


(foto da internet)

Tra i giovani talenti invitati alla XIV edizione del premio Piero Ciampi, fanno spicco: John De Leo (vedi>>), Sara Rados e il chitarrista Daniele Bazzani.
Durante la manifestazione di quest'anno è stato presentato l'album musicale Piero Ciampi, edito e curato da Universal Ricordi, contenente 20 canzoni del cantautore livornese. Un'opera di alto valore culturale e divulgativo che recupera, per il grande pubblico, l'opera ciampiana.
Vi lasciamo con la bellissima versione di Io, te e Maria, una delle più belle canzoni di Piero Ciampi, interpretata da Simone Cristicchi e da Nada.

lunedì 1 dicembre 2008

Becchino (precario) per vocazione


Mi chiamo Pinuccio Lovero, ho 42 anni e nella vita ho sempre avuto un sogno: fare il custode “a livello cimiteriale”. Ho lavorato per anni come marmista di lapidi per rimanere nell’ambiente tombale, in attesa di trovare un posto come becchino. Pensate sia strambo? La realtà è che mi stringe il cuore a vedere tanti morti trascurati. Quando uno va all’altro mondo ha diritto di cure, affetto e rispetto, come se fosse ancora vivo...

Pinuccio, che a dodici anni non si perdeva un funerale, a venti scolpiva lapidi e a trenta componeva marce funebri, alla fine ha coronato il suo sogno ed è diventato custode al cimitero di Mariotto, una frazione di Bitonto. L’assunzione è arrivata a maggio del 2007. E da allora nel cimitero di Mariotto non si è più visto un morto. A dicembre, dopo la scadenza del contratto di custode, in paese la gente riprende a morire. Addirittura 15 persone sono passate “a miglior vita”. E da quel momento i duemila abitanti di Mariotto hanno tentato in tutti i modi di farlo riassumere.

In effetti, quelli del paese sarebbero davvero felici se Pinuccio tornasse a fare “il custode a livello cimiteriale", ma lui preferirebbe trovare lavoro in un cimitero più grande, dove non manchino i funerali. Ha anche scritto al programma di Antonella Clerici, ma purtroppo non ha ancora ottenuto una risposta.

Affascinato da questa storia Pippo Mezzapesa, un giovane regista di Bitonto, ha girato Sogno di una morte di mezza estate, selezionato per partecipare fuori concorso alla “Settimana internazionale della critica” in occasione dell'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, dove il film ha ottenuto un grande successo.

Guarda il trailer di questo film:

venerdì 28 novembre 2008

Il vero e il falso

(foto da internet)

Nata come strumento di pagamento, la «moneta» in senso lato, è da sempre oggetto di falsificazione. La storia dei falsari è lunga 2000 anni: è iniziata nell'antica Roma repubblicana con la contraffazione di denari d'argento e non è mai finita, neanche con l'avvento delle banconote e fino a quella che più genericamente viene definita come «moneta elettronica».
Il grande business dell'industria criminale attuale è proprio la falsificazione degli euro e la clonazione delle carte di credito.
Tra monete di età antica e moderna arriva, a Roma, la mostra «Il vero e il falso», presentata dalla Guardia di Finanza, all'interno del museo storico delle Fiamme Gialle, dal 26 novembre al 20 gennaio 2009. L’esposizione guida i visitatori tra esemplari di collezioni reali, come quella di epoca medioevale appartenuta a Vittorio Emanuele III, o le banconote emesse dalla Banca d'Italia dal 1861 a oggi.

(foto da internet)

Un'efficienza organizzativa straordinaria quella dei falsari che parte dalla creazione della carta filigranata e arriva alla stampa e che solo in questa sede espositiva si può ammirare, confrontando i fasi agli originali, vista l'accuratezza tecnica con cui viene contraffatto il denaro. Che, una volta in circolazione, comporta in Europa 100 milioni di transazioni fraudolente presso 500mila esercizi commerciali.
Oggigiorno i più "taroccati" sono i 20 euro, che costituiscono il 38,78 % dei biglietti falsificati al meno nel primo semestre dell’anno in corso. Fra le monete, invece, il primato è dei pezzi da 2 euro: sono il 90 % degli esemplari metallici contraffatti. Seguono in graduatoria i tagli da 100 e da 50.

Guardate cosa succedeva con le diecimila lire, quando non uscivano direttamente dalla Zecca!!!

giovedì 27 novembre 2008

Tu vuo' fa' l'italiano...

(foto da internet)


Come definirlo? Il profeta dell'itagnolo? Può darsi; però ci piace lo stesso. Parliamo di Tonino Carotone, ovviamente, l'autore di Me cago en el amor, uno dei tormentoni più famosi degli ultimi anni.
Carotone ha presentato in questi giorni -dopo alcuni anni di silenzio- il suo ultimo disco, registrato in collaborazione con artisti quali Manu Chao, Gogol Bordello e Bandabardò. Il titolo, of course, in italiano: Ciao Mortali.
Tonino Carotone, al secolo Antonio de la Cuesta, è venuto su in un quartiere popolare di Pamplona ascoltando la radio, guardando la tv e assimilando tutte le melodie degli spettacoli e degli spot televisivi. Ha lavorato per alcuni anni alla guida di un furgoncino e, durante gli spostamenti, ascoltava cassette di cantanti italiani come Mina, Rita Pavone e Celentano...
Imboccata la via artistica, ha scelto il cognome Carotone, in omaggio al grandissimo Renato Carosone, e il look l'ha preso da un altro grande: Fred Buscaglione (vedi>>).
Ha reso, in più occasioni, espliciti omaggi alla canzone italiana, come, ad esempio, nella sua particolarissima versione di Tu vuo’ fa' l'americano.

Congratulazioni Tonino!!

mercoledì 26 novembre 2008

Vino e parole

(foto da internet)

Gli antichi Romani dicevano: «esistono quattro ragioni per bere vino: l’arrivo di un amico; la sete; l’eccellenza del vino; qualsiasi altra ragione». Mentre un paralogismo medioevale attribuito a un monaco tedesco, non certo astemio, recitava così: "Qui bene bibit bene dormit, qui bene dormit non peccat, qui non peccat vadit in caelum, ergo qui bene bibit vadit in caelum!" (Chi beve bene dorme bene, chi dorme bene non pecca, chi non pecca va in cielo, quindi chi beve bene va in cielo!).

In vino veritas, invece, è un proverbio latino, attribuito a Plinio il Vecchio, dal significato letterale: «nel vino c'è la verità». Il significato di questo proverbio è che quando qualcuno ha bevuto un po’ troppo, può rivelare cose che da sobrio non direbbe mai.
Centinaia sono
i detti legati al vino, in ogni periodo storico: tutti testimoniano il legame della “bevanda sacra”, protetta nell’antichità dal dio Bacco con la qualità e i piaceri della vita.
Adesso tocca a voi! Potreste scriverci cosa significano i seguenti proverbi?

  1. La migliore medicina è il decotto di cantina.
  2. Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.
  3. Il vino rosso fa buon sangue.
  4. Il vino è buono per chi lo sa bere.
  5. L’acqua fa male e il vino fa cantare.
  6. Il vino buono sta nelle botti piccole.
  7. Pane finché dura, ma il vino a misura.
  8. Vino non è buono che non rallegra l’uomo.
  9. Il vino in casa non ubriaca.
  10. Il vino fa ballare i vecchi.

Conoscete qualche altro proverbio, in italiano o nella vostra lingua, relativo al vino?

martedì 25 novembre 2008

Un minuto di spesa gratis

(foto da internet)



Una volta era l’epoca più cara dell’anno, stagione in cui, per i negozianti, i guadagni erano sicuri. Adesso… le cose sono un po' cambiate...
Così Novembre gioca d'anticipo: dopo le luci natalizie anche le vendite promozionali bruciano sul tempo i classici saldi, nel tentativo di dare una spinta a quello che già si prospetta come il Natale della crisi. Sulle vetrine dei negozi fioccano cartelli di vendite al ribasso, con sconti che variano dal 20% in su.

Il Belpaese si distingue, perché, com'era da aspettarsi, qui manca una regolamentazione che metta ordine in quest'anarchia di offerte: ognuno fa come gli pare!!! E se un negoziante non si adegua dovrà pagarne le conseguenze!!!

Ma, se credete che questo possa interessare solo i negozi di beni superflui, sbagliate!!!.

(foto da internet)

Perché la crisi comincia a toccare anche i negozi di alimentari, impensabile fino a poco tempo fa, soprattutto in questo periodo dell’anno, con tutte quelle delikatessen in agguato che tentano sia lo stomaco che il portafoglio.
La catena LIDL ha lanciato un antidoto contro la crisi: “Un minuto di spesa gratis". La ragione ufficiale, però, è stata l'apertura del 500esimo punto vendita in Italia, anche se il comunicato con cui si è indetto il concorso sottolinea che Lidl, da sempre, è in prima linea per fornire una risposta concreta al problema del caro vita con una politica commerciale basata sull'offerta di prodotti e servizi low cost .

(foto da internet)

Si è trattato di un vero e proprio concorso che ha visto premiati 500 vincitori estratti a sorte. L'unico requisito, la velocità, per correre all'impazzata tra le corsie del supermercato, fare razzia di prodotti e riempire il carrello della spesa il più possibile e alla velocità della luce.
E, com’era da scommettere, in tempi di crisi anche gli italiani, pigroni, hanno riacquistato le forze pur di vedere piena la propria dispensa, a costo zero.

Ma, mentre i commerci in Italia sono invasi dalle “promozioni autunnali", il premier si illude, invoca l’ottimismo, e fa fatica ad ammettere che queste iniziative fuori stagione sono legate al crollo dei consumi. Non sarebbe mica vergognoso ammettere che è tutta colpa della crisi?

lunedì 24 novembre 2008

La Maremma toscana



(Maremma toscana. Foto da internet)

Cari chiodini vicini e lontani, vi annunciamo che stiamo lavorando, in collaborazione con i nostri colleghi delle Eoi di Ciudad Real e di Esplugues del Llobregat, al nuovo numero di Kairòs. Il secondo numero della rivista sarà dedicato ai viaggi in Italia (in special modo ai centri minori e ai posti meno noti).
Come anticipo vi proponiamo di seguirci nella provincia di Grosseto, nella Maremma toscana, in un viaggio per le strade minori, senza fretta. Un viaggio alla ricerca del buon vino e dell'arte, di antichi borghi e di magnifici panorami.
La Maremma è stata una terra ostile, liberata dal morso della palude e della malaria solo nella prima metà dell’800, grazie all''opera di bonifica voluta iniziata dal Granduca Leopoldo II, per rendere accessibile il terreno alla produzione agricola. Si compiva così il passaggio dalla pastorizia all’agricoltura grazie alle schiere di braccianti che, con il loro sforzo, resero vivibili e coltivabili queste zone. Di quel cambiamento resta, nella memoria collettiva delle popolazioni del centro Italia, un canto straziante, intitolato Maremma amara (vi proponiamo la particolarissima interpretazione di Nada >>; leggi il testo>>): un canto di disperazione contro il destino avverso, con il quale cominciamo la nostra visita alla Maremma toscana.
Il tour che vi proponiamo, parte da nord, al confine con la provincia di Pisa, per visitare Montepescali, il Lago dell'Accesa e Massa Marittima.
Montepescali è nota come il Balcone della Maremma. Vale la pena di vedere il Palazzo dei Priori e la Torre dell'Orologio, la chiesa dei SS. Stefano e Lorenzo con gli affreschi del ‘ 300.
Il piccolo Lago dell'Accesa, nasconde, tra querce e lecci, i resti di un villaggio etrusco. Dal laghetto è facilmente raggiungibile la splendida Massa Marittima. La città, a lungo contesa tra Pisa e Siena, offre al viaggiatore il Duomo romanico-gotico con la facciata della scuola di Giovanni Pisano; all'interno, un crocifisso dello stesso autore e una Madonna delle Grazie attribuita a Duccio di Buoninsegna.


(Pitigliano. Foto da internet)

Qui siamo nell'Alta Maremma, cuore della Strada del Vino Monteregio, dove si produce il Monteregio rosso e bianco.
Cominciamo a scendere verso sud, alla volta di Sticciano, Roccastrada, Sassofortino, Roccatederighi e Tatti. In questa parte della Maremma si possono ammirare delle splendide chiese.
A Sticciano, si trova la Pieve di S. Mustiola del XII secolo. Gli altri borghi: Roccastrada, Sassofortino, Roccatederighi e Tatti, presentano al viaggiatore il loro passato medioevale ricco di fascino.
Spingendoci ancora un po' più a sud, verso il confine laziale, troveremo Scansano, Montemerano, Pitigliano, Sovana e Sorano.
Scansano si trova nel cuore della Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma; sono i luoghi di produzione del celebre Morellino. Da non perdere lo splendido borgo di Montemerano, non lontano da Saturnia -famosa per le sue terme-, e le tre splendide Città del Tufo: Pitigliano, Sorano e il bellissimo borgo di Sovana.

Se volete collaborare al numero 2 di Kairòs, vi preghiamo di mandarci i vostri itinerari, proposte di viaggio e quant'altro a : revistaeoisagunt@gmail.com

venerdì 21 novembre 2008

Alla ricerca della pietra filosofale

(William Fettes Douglas, L'alchimista)

Il termine alchimia deriva dall'arabo al-kimiya o al-khimiya (الكيمياء o الخيمياء), dall'articolo al- e la parola greca khymeia (χυμεία) che significa "fondere", "colare insieme". Un'altra etimologia lo collega con il termine cinese kim-iya che significa "succo per fare l'oro". Gli alchimisti furono i precursori degli attuali chimici e perseguivano la pietra filosofale che li avrebbe portati a creare la panacea universale, a conquistare l'onniscienza e a trasmutrare i metalli in oro e argento.

La trasmutazione dei metalli in oro simbolizza un tentativo di arrivare alla perfezione. Gli alchimisti credevano che l’universo stesse tendendo verso uno stato di perfezione e l'oro era considerato la più perfetta delle sostanze, in quanto incorruttibile. Era anche logico pensare che riuscendo a svelare il segreto dell'immutabilità dell'oro si sarebbe ottenuta la chiave per vincere le malattie ed l’invecchiamento. La scienza dell'alchimia ebbe una notevole evoluzione nel tempo, iniziando quasi come un'appendice metallurgico-medicinale della religione, trasformandosi nel misticismo ed alla fine fornendo alcune delle fondamentali conoscenze empiriche nel campo della chimica e della medicina moderne. Il declino dell'alchimia fu causato dalla nascita della scienza moderna con i suoi richiami a rigorose sperimentazioni scientifiche.

Ma l’alchimia non è sparita del tutto, nel corso degli anni è stata uno dei temi letterari preferiti da molti autori come Gabriel García Márquez che in Cent’anni di solitudine racconta le vicende di un alchimista chiamato Melquíades, Paulo Coelho ha intitolato un suo famoso romanzo L’alchimista, anche Umberto Eco parla di questa pseudoscienza ne Il pendolo di Focault e, infine, J.K.Rowling ha intitolato il suo primo libro Harry Potter e la pietra filosofale (vedi).

Ma l’alchimia persiste soltanto nelle opere letterarie? Se cliccate qui, scoprirete che la pietra filosofale non è poi tanto lontana...

giovedì 20 novembre 2008

Tempo di calendari

(foto da www.corriere.it)
Ancora non è iniziato il bombardamento mediatico pre-natalizio, ma l’anno nuovo è alle porte, e i calendari di uomini, animali, pianeti, uniti da uno stesso destino, attirano la nostra attenzione e ci fanno riflettere, con un bel po' di malinconia e tanto amaro in bocca, sulle pecche e le virtù del tempo in cui viviamo.
Ci sono molti calendari di organismi internazionali o associazioni, piccole e/o grandi, che hanno in comune l’impegno per un mondo dove si rispettino diritti e principi.
E se ancora non avete scelto il calendario da appendere nella vostra casa per l’anno che verrà, date un po’ uno sguardo a quello di Emergency, con le vignette di Vauro Senesi.


(foto da www.corriere.it)

“Un calendario di vignette. Qualche tratto e qualche parola. Tutto lì. Ma lì, a volte, c’è tutto davvero”. Così si apre il calendario 2009 di Emergency. La matita di Vauro mette a punto un Calendario il cui ricavato andrà all’Associazione di Gino Strada. I disegni raccontano l’impegno per la pace e per l’attuazione dei diritti umani di Emergency: dalla lotta alle mine antiuomo all’impegno per l’accesso a una sanità gratuita e di qualità per tutti i cittadini del mondo.



(foto da www.corriere.it)


“Il sorriso è su noi stessi e ci impedisce di archiviare ricordi, paure, bisogni e speranze. Ci fa presenti al nostro tempo, al mondo”. Mese dopo mese, le vignette di Vauro ci racconta il tempo in cui viviamo.
I sorrisi che ci strappano Vauro ed Emergency sono amarissimi ma fanno tanto, tanto bene!!!.
A noi e alle popolazioni che subiscono la guerra!!!

mercoledì 19 novembre 2008

L'arte di (non) fare le valigie


(foto da internet)

Odiate far le valigie? Siete terrorizzati dai bagagli ingombranti? Vi ripetete, ad alta voce, poco prima della partenza: "Avrò preso tutto?" o "Se mi smarriscono la valigia che cosa farò?".
Se avete risposto affermativamente alle domande sopraccitate, niente paura: qualcuno ha già trovato la soluzione giusta. Dagli USA arriva il primo servizio al mondo di gestione del guardaroba; si chiama Flylite e funziona da circa un anno.
Per adesso è riservato esclusivamente al turismo d'élite americano e, stando ai benefici della ditta, i clienti non mancano. Flylite lava i vestiti ai clienti, li imbarca su un aereo e li fa trovare stirati e spazzolati nella camera d'albergo del viaggiatore.
Funziona così: tramite internet, il cliente fissa un appuntamento con la ditta. Un impiegato di Flylite consegnerà al cliente una valigia vuota. Il cliente in questione dovrà riempirla con tutto l'occorrente. La valigia verrà ritirata a domicilio da Flylite e il gioco è fatto.
Da quel momento, infatti, la ditta penserà a tutto e il cliente ritroverà la sua valigia nella camera d'albergo. Il sito web di Flylite è una valigia virtuale: il cliente potrà scegliere, sino a dodici ore prima della partenza, quali indumenti farsi portare.


(foto da internet)

I costi del servizio sono elevati: solo l'iscrizione costa 500 dollari. Il costo per ogni viaggio è di circa 100 dollari. Per adesso Flylite lavora solo con viaggiatori in partenza dagli USA ma, visto il successo dell'iniziativa, la ditta sta pensando di aprire a nuovi mercati.
Per ora, noi comuni mortali siamo ancora condannati a far forza con le ginocchia per chiudere i bagagli ingombranti, a lavare la biancheria intima nei bagni degli alberghi e a leggere siti como questo per poter fare le valigie...